L'AMIANTO A BARI: L'ESASPERANTE ATTESA DELLA FINE DI UN INCUBO

L’ACeT - Associazione Cittadini e Territorio – sempre attenta alle problematiche ambientali, da alcuni anni sta seguendo con molto interesse e grande preoccupazione il problema “amianto”. Anche se la produzione e commercializzazione dell’amianto è vietata già dal 1992 (legge 257) il pericolo di contaminazione è ancora presente per le seguenti ragioni:

- i manufatti di cemento-amianto (fibrocemento) hanno una vita lunga (circa 50 anni) ma gli agenti atmosferici ne intaccano la solidità e durata disperdendo le particelle nell’ambiente;

- le fibre di amianto hanno la capacità di sfaldarsi quasi all’infinito, di disperdersi e restare sospese nell’atmosfera a lungo, e per questo possono diffondersi a grande distanza dal luogo di provenienza;

- per l’uso massiccio che si è fatto dell’amianto e per le lungaggini e l’inerzia delle istituzioni preposte nell’affrontare il problema della bonifica dei siti inquinati e dello smaltimento dei rifiuti contenenti amianto, noi oggi ci troviamo a 10 anni dalla sua messa al bando ancora in una situazione di grande pericolosità per l’ambiente e la salute pubblica.

Bari ha purtroppo una grande fonte d’inquinamento da amianto: la ex fabbrica Fibronit di strada Caldarola, che ha causato morti tra operai, familiari e residenti nei quartieri limitrofi. Questo sito si distingue tra quelli nazionali per l'entità delle aree coinvolte e degli ingenti volumi stoccati ed è attualmente  tra quelli perimetrati dal Ministero dell'Ambiente come d'interesse nazionale. La nostra Associazione, che opera sul territorio cittadino e prevalentemente sul quartiere Japigia, ha potuto constatare, parlando e confrontandosi su questo delicatissimo argomento con la cittadinanza, quanto questo problema sia poco conosciuto, o conosciuto in maniera scarsa e/o errata. Per tale motivo ha programmato la pubblicazione di questo foglio, con l’obiettivo di dare una informazione semplice, minima ma esauriente e corretta sull’argomento. Questo vuole essere un nostro piccolo contributo alla conoscenza di questo problema, in quanto riteniamo che una cittadinanza consapevole e partecipe possa costituire una tappa importante per la risoluzione positiva di questa vicenda che ha mietuto, tra quelle accertate, 189 vittime e purtroppo ne mieterà ancora.